Ragazzi di vita Ora nelle agglutinate viscere di miseria che la citt esibiva ai suoi orli Pasolini scopriva un nuovo oggetto di cui appropriarsi la vita Ragazzi di vita fu il primo romanzo di Pasolini e consacr que

  • Title: Ragazzi di vita
  • Author: Pier Paolo Pasolini
  • ISBN: 9788481305364
  • Page: 365
  • Format: Hardcover
  • Ora, nelle agglutinate viscere di miseria che la citt esibiva ai suoi orli, Pasolini scopriva un nuovo oggetto di cui appropriarsi la vita Ragazzi di vita fu il primo romanzo di Pasolini e consacr quella scoperta di un mondo popolare separato sottoproletario che avrebbe segnato tutto il lavoro successivo dello scrittore oltre alla sua vita di eterno pendolare trOra, nelle agglutinate viscere di miseria che la citt esibiva ai suoi orli, Pasolini scopriva un nuovo oggetto di cui appropriarsi la vita Ragazzi di vita fu il primo romanzo di Pasolini e consacr quella scoperta di un mondo popolare separato sottoproletario che avrebbe segnato tutto il lavoro successivo dello scrittore oltre alla sua vita di eterno pendolare tra la Roma degli scrittori e quella delle borgate e al suo stesso eros Consacr anche un potere di scandalo che il tempo non avrebbe placato Con strumenti di sprofondamento linguistico mossi tanto da ostinazione filologica quanto da imperterrito a l espressione di Gianfranco Contini , Pasolini si era calato nella vita delle borgate e della loro ragazzaglia Assai pi che nel successivo Una vita violenta, la distanza della storia in Ragazzi di vita incolmabile Opera sorgiva, libro terroso e dorato, Ragazzi di vita il pi immediato e perfetto riflesso di una scoperta quello del mondo sottoproletario che avrebbe impegnato e intricato per sempre la febbrile intelligenza pasoliniana.

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      365 Pier Paolo Pasolini
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      Posted by:Pier Paolo Pasolini
      Published :2018-05-18T13:58:58+00:00

    One Reply to “Ragazzi di vita”

    1. "A Pietralata, per educazione, non c’era nessuno che provasse pietà per i vivi, figurarsi cosa c provavano per i morti."(I wasn't able to find a translation for the quote above, and I apologize. It says something like, "In Pietralata, it was a matter of education to not take pity on the living, let alone on the f dead." I apologize for the poor outcome of my attempt too.)This is so a not-my-cup-of-tea situation, I am seriously wondering whether that phrase was invented solely to fit the event [...]

    2. Leggendo Pasolini mi vengono in mente tutte le cose che non riusciamo mai a dire. Tutte quelle cose che sono giudicate brutte, sconvenienti (ci sono ancora, eccome), sporche. Ma che, purtroppo, ci sono. Quelle che rimangono incastrate tra i denti come il grasso del prosciutto, che pure a tentar di levarle con decisi colpi di lingua non c'è nulla da fare. Ti aiuti con strumenti adatti - vai di stuzzicadenti e filo interdentale - capaci di donare immediata legittimità al gesto, quasi una riabili [...]

    3. Is it possible for a book to be just too grim and depressing? That is the question I was asking myself after finishing reading this sombre tale about young males trying to survive in dismal condition. Set predominantly in Rome after the end of WWII, we get to see an Italy far away from what most would want to acknowledge, with slums, piles of garbage everywhere, black market deals, hunger, and violence. Amongst this chaotic reality, Riccetto and his friends do their best to make something for th [...]

    4. Embè? Gajardo!"Ragazzi di vita". Ossia la realtà, vista attraverso gli occhi di ragazzi di borgata.Una visione basata sull'istinto (ha voja!), sul qui e subito. I ragazzi descritti, lasciati soli senza punti di riferimento, non hanno progettualità di vita, non fanno riflessioni, non si chiedono nulla, non hanno passioni, vivono il momento senza pensare.Il risultato è un mondo di sotterfugi, furbizia, emarginazione, espedienti, miseria, furti, violenza, noia, morte.Questo per Pasolini fu un e [...]

    5. I “ragazzi di vita” pasoliniani sono tutti figli del sottoproletariato, furbi e ingenui al tempo stesso. Si arrangiano per sopravvivere, sempre alla ricerca di denaro, senza nessuna regola o controllo da parte degli adulti della famiglia. Sono “ragazzi che la guerra fascista ha fatto crescere come selvaggi, analfabeti e delinquenti”. Il romanzo racconta in modo scarno le vicende della vita del Riccetto, di Marcello, di Agnolo, Rocco, Alvaro, Zambuia, Caciotta, Bengalone, Amerigo, Lenzett [...]

    6. My first experience of Pasolini was many years ago when I happened to by complete chance catch his most notorious film 'Salò, or the 120 Days of Sodom (1975), which sickened and disgusted me so much I had to immediately go for a long shower to try and flush the memory of it down the plug hole didn't work and stayed with me, but my thoughts over time changed from the film to Pasolini himself, who is this Guy?, I wanted to know more, my first discovery was that he was also a poet and novelist and [...]

    7. Pasolini describes life from the point of view of young boys living in Rome in the years immediately following WWII. This is the grim side of Italy: garbage, black market deals, hunger, and ever-present violence. Despite this, the 'ragazzi' have an almost innocent hope for life that seems to contradict their surroundings. I have to take this book in small doses, not just because I go slowly reading Italian, but because the lives it recounts are so tragic. But it's pretty amazing storytelling. It [...]

    8. რანაირად შეიძლება არ იტირო ამ წიგნზე?

    9. "Riccetto e dintorni""Il tentativo di dar voce diretta, non mediata dall’autore, a una classe sociale geneticamente esclusa dalla letteratura, ha dato origine a una scrittura sperimentale"(*)Pasolini registra il linguaggio del borgataro e facendo un lavoro di cesello lo rende letteratura. La lingua, i modi di dire idiomatici, l'assenza di contenuti, la povertà della comunicazione che si fa sostanza di un modo di vivere."L’assunzione del «parlato» dei personaggi come lingua è dichiaratame [...]

    10. il poeta nella borgata Colpisce ogni volta la lucidità disarmante, quasi spietata con cui il grande poeta sa guardare il sublime e il tragico del sottoproletariato romano. Il suburbio è descritto come un luogo senza speranze, dove anche la morte perde ogni gloria epica o ogni dramma esacerbante diventando solo un accidente della giornata che sia per un crollo o per un affogamento. La famiglia è uno spazio devastato e devastante, gli spazi sociali sono inquinati, l'unica libertà rimane la fug [...]

    11. Pur conoscendo la risonanza di questo libro, non sono riuscito a non trovarlo brutto. Si è trattato comunque per me di una fatica necessaria. Racconti di prima mano mi avevano sempre descritto in modo diverso gli stessi esatti luoghi, le medesime persone e quegli stessi anni, qui fotografati da penna d'autore. Mi mancava un raffronto tra le due diverse estetizzazioni. Questa, con i suoi eccessi funzionali, è diventata paradigmatica.

    12. Uno sguardo nudo e limpido su una Roma postbellica, martoriata, povera ed affamata. Un dipinto impietoso di giovani-ombra, che vivacchiano nelle periferie, nei casermoni, sotto i ponti, nella notte. Non hanno da mangiare, né da vestire, non hanno nulla. La loro vita stessa non conta nulla. Eppure si vive, si ama, si ride, nel branco dei ragazzi di vita. Ci si commuove e si cerca di riuscire, in qualche modo, qualunque cosa significhi la parola "riuscire" in quel contesto sociale."Ragazzi di vit [...]

    13. A very cool book but very expensive paperback - nevertheless it's a classic book of Roman youth doing what they do best. Read the book to get the flip side of "8 1/2" - the gritty aspect of Rome life.

    14. Non posso dire che mi sia piaciuto, ma neanche che non mi sia piaciuto.Questo libro mi ha lasciato in questo limbo di indecisione in cui non so cosa pensarne, non sono neanche sicura di aver capito cosa avesse intenzione di trasmettermi, pur nella consapevolezza che qualcosa mi abbia lasciato. Ma cosa?Una nuova conoscenza del gergo della malavita e della plebe romana? Sì, poco ma sicuro.Un senso generale di squallore e tristezza di vivere? Sì, temo anche quello. I protagonisti di Ragazzi di vi [...]

    15. ზედმეტად იტალიური წიგნია დეპრესიული ფინალით. ფილმის გამზადებული სცენარია, სადაც პროტაგონისტები ბავშვები არიან,რომლებიც ომის შემდგომ იტალიაში გადარჩენისთვის ყველაფერს აკეთებენ.

    16. Pier Paolo Pasolini. Incurable conciencia de no existirLa construcción de un mundo propio (por llamarlo de algún modo), la búsqueda de una realidad que no le resultara ajena, le llevó a Pier Paolo Pasolini no pocas obras, que coincidieron en el tiempo, pero no en la forma. Su poesía, su prosa y su cine se entregaron a ese esfuerzo entrecruzándose con su propia vida, hasta encontrar un forma y, por qué no decirlo, una épica. Una épica de los escombros, de los despojos, del muerto de hamb [...]

    17. The Ragazzi, or "the boys" in Italian, from the Italian director Pier Paolo Pasolini, is the story of a bunch of boys in post-war Rome. They're poor, they're hoodlums and petty thieves. They steal, cheat, and screw prostitutes. Pasolini, quite like a director, observes, but then strangely he doesn't observe. He writes great descriptions, for example, of the expressions on people's faces, but seems incapable of describing emotions, or places. (The book is set in Rome and the boys roam all over it [...]

    18. Questo libro è un faro puntato su un'umanità di solito trascurata.E' la voce del sottoproletariato delle periferie romane, che conduce una vita di seconda categoria,che costituisce un universo parallelo a quello della Roma borghese della dolce vita che si svolge nelle vie illuminate e nei locali del centro.Apriamo gli occhi su un mondo di miseria,di povertà,di sporcizia,dove l'abusivismo edilizio e gli scarichi delle fabbriche piagano il paesaggio delle campagne, e le famiglie degli sfrattati [...]

    19. It's quite a rare thing to find somebody who has a talent in one form of art being able to transfer it to another medium but when it does happen you're almost certain to find that they transfer the content or the message from one to the other. This is definitely the case with Pasolini, he early novels influencing the style and content of his movies which are then referred back to in his later books.As another review mentions, his style is certainly reminiscent of Ernest Hemingway in the way he m [...]

    20. Dopo pagine di dialetto siculo, toscano o napoletano, è piacere puro tornare a Roma con Pasolini.Scritto con la calata che mi è familiare, mi fa tornare nella Roma degradata del dopoguerra , piena di miseria e sporcizia, ma anche di vita.Ragazzini romani lasciati allo sbando da famiglie che non possono essere un punto di riferimento; spesso crudeli con i propri simili e affettuosi con gli animali, vivono di espedienti e percorrono in lungo e in largo la città, dalla periferia in costruzione a [...]

    21. "Era come una mano di colore data sul venticello, sui muri gialletti della borgata, sui prati, sui carretti, sugli autobus coi grappoli agli sportelli. Una mano di colore ch'era tutta l'allegria e la misera delle notti d'estate del presente e del passato". Un romanzo molto lontano dalla mia realtà, crudo, intenso e commovente. Un mondo senza speranza quello dei malandrini di questa Roma, eppure un mondo vitale quanto spietato. Il mondo dei ragazzi delle borgate negli anni '50, fra la tiburtina [...]

    22. I struggled to get into this book, finding the characters alien and the language almost impenetrable, but was glad I persisted. Pasolini wanted to relate events and people as he had experienced them in his sojourn in Rome in the early 1950s and the rough language and the petty criminal activities carried out do give a shock of realism to the story which would be difficult to achieve in any other way. The narrative style reveals a deep sympathy with the characters and helps to explain the nature [...]

    23. L'unica volta che per obblighi vari ho avuto a che fare a lungo col sottoproletariato italiano ho pensato ai caratteri in questo libro come a campioni degni di un manuale di sociologia. Anzi buttate i manuali, per descrivere le forme nostre i romanzi sono molto meglio. Certo � molto pi� difficile mantenere l'indispensabile distacco scientifico, ma che distacco! Una fazza una razza. Per� mi chiedo se oggi li riconoscerei, credo di no.

    24. Commovente, tragico, cattivo. Per curiosità mi sono letto alcune cose riguardo a questo romanzo e la cosa incredibile è che rileggendo qualche trama diffusa in Internet sono rimasto quasi sconvolto dalla quantità di drammi che si mescolano nel libro, drammi di cui mi ero reso conto ovviamente, ma che nella scrittura fluida e coinvolgente di Pasolini quasi perdono il loro singolo peso, per scivolare verso una più grande ma anche delicata distruzione comune. Da leggere assolutamente.

    25. Fotografia del sottoproletariato romano del dopoguerra.A volte complicato da capire per chi non è romano de borgata per l'uso di frasi idiomatiche difficili da tradurre per deduzione. Meno male che a fine libro c'è un glossario.Mi ha ricordato Los Olvidados (I figli della violenza) di Buñuel.

    26. Mentre leggevo questo libro, mi ricordavo contemporaneamente alcuni film del neo-realismo, o i racconti e foto dei miei nonni, e mi rendo conto che quella Roma non c'�� pi�� da un pezzo. Per fortuna sotto certi aspetti, ma anche un grande peccato, per altri.!

    27. È il solo libro che mi ha fatto piangere. Per il funerale del "Riccetto". Pasolini racconta Roma, una Roma che io non avevo mai visto e non conoscevo. Un romanzo imperdibile. Un viaggio in una generazione perduta.

    28. At some point in every boy’s life he becomes a man. It’s generally not a pleasant transition. Pier Paolo Pasolini describes the journey of a bunch of kids, for the most unemotionally and non-judgmentally, although in one chapter he refers to Tolstoy’s ‘the people are a wild savage in the midst of society’. The story begins in post-war Rome, in the late 1940’s, and these kids seem to be the collateral damage of Italy’s recovery from Mussolini, war, occupation by the Germans, the sen [...]

    29. Letto velocemente ed è molto filante. Il problema mio personale con questo libro è che il mondo che racconta Pasolini è un mondo orribile. Dove tutti si fottono per due lire l'uno con l'altro. Dove sono tutti più furbi degli altri. Dove vengono fatti furti a vecchi, ciechi, donne da sole. Dove vengono continuamente picchiate le mogli/fidanzate. Dove sono tutti maldestri, anche nelle azioni criminali. Gli ultimi capitoli hanno pure finali tristi, quasi angoscianti. Detto questo è un libro ch [...]

    30. წიგნი კი არა კინოა, რატომღაც არ იყოს. ;Dბევრად დიდი რეჟისორია პაზოლინი, ვიდრე პროზაიკოსი. ქუჩის ბიჭები კი ის რომანია, რომელმაც შემდგომში წარმოშვა აკატონე და მამა რომა. არც ერთზე ვგიჟდები და გ [...]

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